Usare la psicologia nel web design per creare un sito migliore



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Come usare la psicologia nel web design per creare un sito migliore

Agli albori di internet, nei primi anni 90, era buona norma realizzare un sito inserendo quante più informazioni possibili sullo schermo. Oggi le cose sono cambiate, i siti web sono molti curati sotto ogni lato, pezzi di design attentamente pianificati, progettati per attirare l’attenzione degli utenti al punto e al momento giusto. Le aziende di successo vanno al giorno d’oggi cercando un design che sia sì bello, ma soprattutto funzionale al raggiungimento di specifici obiettivi.

Guardando indietro ai siti web di alcune delle più grandi aziende del mondo salta agli occhi un chiarissimo cambiamento.

In alto il sito apple.com nel 1997 e nel 2016.

Alcuni di questi cambiamenti sono stati risposte necessarie ai diversi modi di visualizzare il web che abbiamo oggi, per esempio smartphone e tablet, e sempre più in futuro dispositivi indossabili, altri invece sono nati da lunghe ricerche nell’ambito della psicologia, che hanno portato i web designer a sviluppare siti web più intuitivi per gli utenti, più facili da capire e navigare, e ad essere “luoghi” virtuali in cui poter trascorrere il nostro tempo.

COME USARE LA PSICOLOGIA NEL WEB DESIGN PER CREARE UN SITO MIGLIORE?

Vediamo quindi quali sono i principi fondamentali per progettare un sito web moderno in grado di colpire in pieno il cervello dei propri utenti.

1. Cattura l'attenzione degli utenti

Studi hanno calcolato che i tempi di attenzione dell’utente medio sono in diminuzione. La durata media dell’attenzione su internet è attualmente inferiore a 5 secondi. Tendiamo a prendere decisioni immediate quando siamo sul web, e se ci mettiamo troppo a capire cosa offre un sito web, si preferisce cercarne un altro.

Il team di EyeQuant ha sfruttato la tecnologia di tracciamento dello sguardo per sviluppare un algoritmo in grado di valutare il design di un sito web, prevedendo dove gli utenti indirizzeranno la propria attenzione.

Dove guardano gli utenti di un sito web? EyeQuant

Usando il software hanno anche studiato come una visuale chiara incida sulle decisioni economiche delle persone. Una minore chiarezza non favorisce una decisione per la quale è necessario un ragionamento, mentre poche e chiare informazioni invece non lasciano spazio a dubbi, facilitano il ragionamento e quindi la decisione.

Cattura l’attenzione degli utenti: Design con molto contrasto, grafiche curate e immagini di persone catturano l’attenzione degli utenti, ma è importante per i designer ricordarsi che attirando l’attenzione degli utenti da una parte, la si toglie da un’altra.

2. Inserisci pulsanti perfetti usando la legge di Fitts

I siti web sono macchine da click.

Come il tracciamento dello sguardo può aiutare a posizionare testi, grafiche e informazioni importanti nelle proprie pagine web, ci sono tecniche che i designer possono rubare alla scienza per determinare dove piazzare al meglio dei pulsanti cliccabili. Qui entra in gioco la Legge di Fitts, figlia dello psicologo americano Paul Fitts, che  calcola il tempo impiegato per muoversi rapidamente da un punto iniziale ad un’area con una determinata estensione. In parole povere, più il nostro bersaglio sarà grande o vicino a noi, e meno ci metteremo per arrivarci. Sembra ovvio sì, ma un pulsante troppo grande ha i suoi lati negativi, quindi qual è la dimensione giusta di un pulsante?  Studi approfonditi nei laboratori del MIT, Massachusetts Institute of Technology, hanno stabilito che la larghezza ideale di un pulsante web è di 48px, misura che corrisponde alla larghezza del polpastrello di un adulto.

La pagina di Login di FacebookLa legge di Fitts ci spiega anche come la posizione dei pulsanti sia importante, se vuoi che le persone vadano velocemente da un pulsante all’altro, dovrai posizionarli vicini tra loro. Questo è molto importante quando gli utenti si troveranno di fronte a una sequenza di click, come ad esempio durante un login o un logout come si può notare nell’esempio di Facebook.

3. Il design deve essere semplice e familiare

La prima impressione è fondamentale. Un gruppo di psicologi dell’università di Basel in Svizzera ha lavorato insieme a Google per trovare il tempo che una persona impiega per farsi una prima impressione quando visita un sito web. Il risultato è stato il seguente.

Puoi giudicare un sito antiestetico in 17 millisecondi.

Per fare un paragone, per un battito di ciglia si impiegano 150 millisecondi. Ad una persona basta quindi 1/10 del tempo necessario per un battito di ciglia per avere una prima impressione su un sito web. I peggiori giudizi sono stati dati a siti web complessi, che richiedevano tempo per essere analizzati o contenenti elementi non immediatamente riconoscibili.  Qui sotto 2 esempi di siti web semplici i quali riescono invece a trasmettere una prima impressione positiva nell’arco dei 17 millisecondi.

I designer tendono a proporre ai propri clienti qualcosa di mai visto prima, qualcosa che possa far rimanere di stucco i visitatori, ma questo può ritorcerglisi contro, perché se davvero giudichiamo un sito in tempi così minimi e la nostra attenzione come detto sopra dura solo per una manciata di secondi, un gran numero di persone non avrà il tempo per mettersi a guardare lo straordinario design. I siti con design più semplici e puliti, con elementi posizionati nel più classico dei modi e design avranno sempre una marcia in più per il visitatore medio, che inoltre resterà sul sito più a lungo.

4. Un sito sociale ed emozionante

L’antropologo francese René Girard affermava che tutte le azioni dell’uomo sono determinate dal suo desiderio di emulare e imitare (desiderio mimetico) qualcuno che gli appare felice, perché egli spera di arrivare a possedere la stessa felicità.

macaco-imitazione

Numerosi studi hanno infatti dimostrato (come mostra la foto non solo sull’uomo) che siamo più propensi a fare qualcosa quando vediamo altri farlo prima.

Ci sono molti modi per rendere un sito più sociale, uno dei migliori è usare testimonianze di clienti precedenti per mostrare ai potenziali clienti quanto siano soddisfatti del tuo brand. Questo funziona perché le testimonianze arrivano da persone potenzialmente simili al lettore in quanto hanno già percorso la strada che il lettore stava pensando di percorrere, e questo aumenta le sue garanzie.

Le emozioni sono un’altra ottima strada per coinvolgere gli utenti, in ogni tipo di advertising. Senza un coinvolgimento emozionale un design è facile da dimenticare, ma aggiungendo emozioni per chi guarda, risulterà eccitante e interessante.

Studi hanno dimostrato che le espressioni facciali sono universali, uguali per tutte le culture del mondo. Quindi quando vediamo qualcuno sorridere sappiamo subito cosa prova, e leghiamo subito quell’emozione a ciò che sta facendo.

Home page Uber 2016

Guardando l’home page di UBER, riconosciamo immediatamente le sensazioni che sta provando quella ragazza, e le associamo al suo viaggio, viaggio fatto grazie al brand UBER.

Un designer pubblicitario dovrebbe sempre riuscire ad inserire elementi che coinvolgano emotivamente gli utenti,  come testimonianze, adesioni e numero di iscritti al sito. Aggiungere persone ed emozioni abbassa le barriere dei lettori e li rende più malleabili, propensi a imitare chi è già passato prima di loro e uscito visibilmente soddisfatto.

5. Segui la corrente

Le persone leggono i siti web in un certo modo, se il tuo sito non rispetterà determinati criteri, non riuscirai a soddisfarli al meglio, e non otterrai il 100% dei benefici.

Wistia, un’agenzia di Video Marketing  americana ha fatto un esperimento sociale dividendo le pagine del proprio sito in sette zone ben distinte e testando la frequenza di “play” su video posizionati nelle diverse zone. Dal risultato si nota come i video posti nella parte alta della pagina abbiano una frequenza di play decisamente più alta rispetto a quelli nelle zone sottostanti.

Uno studio su come le persone leggono i siti web ha mostrato distintamente un pattern ad F. Le persone prima leggono la testata, poi leggono la prima riga del paragrafo sottostante, dopodiché scendono a leggere ognuno dei titoli di paragrafo in verticale, e questo seguendo il movimento degli occhi forma una F.

Il pattern ad F

Stando a quanto espresso dallo psicologo Aric Sigman, la cosa che vogliamo quando leggiamo un sito web in cerca di un informazione è la Dopammina. La dopammina è un po’ lo zuccherino per i cavalli del cervello, un neurotrasmettitore che viene rilasciato quando otteniamo qualcosa che desideriamo. Quando riusciamo ad ottenere l’informazione che cercavamo sul web si ottiene una dose di dopammina, e ci da soddisfazione, come la nicotina soddisfa un fumatore.

È per questo che le persone diventano dipendenti da internet

Se devi progettare un sito web segui ciò che vuole il cervello umano: in qualsiasi web design le informazioni base vanno inserite in alto, dove saranno da tutti immediatamente visibili. Se la pagina è piena di testo dividetela nettamente con dei sottotitoli, o meglio ancora, con immagini. Questo darà ai lettori punti naturali sui quali focalizzarsi.

Cosa ci aspetta?

Questo è un gran momento per essere un web designer, un tempo di cambiamenti frequenti ed eccitanti. Le prossime tendenze del web design offritanno interfacce sempre più diverse, basate sul tatto, sulla voce e sui gesti.
E voi lettori, siete pronti per il prossimo grande cambiamento?

Come usare la psicologia nel web design per creare un sito migliore ultima modifica: 2016-01-31T03:38:43+00:00 da Davide Mancinelli

Davide Mancinelli

Creative Director. Marketer. Artista da quando ha memoria, cresciuto a braccetto con internet. Designer affermato che rincorre maniacalmente la perfezione, certo che qualità ed eccellenza siano la base di ogni grande traguardo. Ama la competizione e odia perdere tempo. Fa questo lavoro perché gli consente di aumentare ogni giorno la propria esperienza affrontando realtà e sfide sempre diverse.

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