Branding | Sei un biglietto arancio o verde?



Come Creare Un Brand

Branding | Sei un biglietto arancio o verde?

Oggi voglio riportare un estratto dal libro Fascinate – How to make your brand impossible to resist di Sally Hogshead che mi ha colpito per l’ottima resa del concetto di Branding, per molti di difficile comprensione.

Ci troviamo nel parco Walt Disney “Epcot”, in Florida, dove un’attrazione di nome “Mission: Space” ti mette nei panni di un astronauta che lascia l’atmosfera della terra e raggiunge Marte in uno Shuttle.

La macchina tramite bracci meccanici offre un’illusione di accellerazione ai visitatori seduti sui sedili del finto shuttle.

Chi parla nelle righe sottostanti è Sally Hogshead, autrice, professionista in campo marketing e advertising.

Estratto dal libro Fascinate – How to make your brand impossible to resist

Ho voglia di provare l’attrazione “Mission: Space” e mi avvicino, alla cassa vengo messa davanti a una scelta: “vuoi un biglietto arancio o un biglietto verde”?
Perché 2 biglietti diversi? Qual è la differenza? Quale dovrei scegliere?
Il gioco ha 2 entrate separate per biglietti arancio e verde, l’entrata verde ha poca fila, mentre l’arancio ha una fila di persone lunghissima.
L’entrata arancio è piena di avvisi di sicurezza, insegne che invitano ad affrontare la corsa soltanto se veramente pronti, la verde no.
Stando ai discorsi dei clienti all’entrata, sembrerebbe che la corsa verde sia per i deboli di cuore, i bambini e gli anziani.
Non ci penso 2 volte, mi decido a comprare il biglietto arancio e mi metto in fila.
Mi lascio l’entrata della corsa verde alle spalle mentre leggo il biglietto acquistato per l’arancio, che ripete di prendere sul serio la scelta fatta, in quanto qualcosa potrebbe andare storto, e potresti essere colto da nausea e claustrofobia.
Vengo investita da un’ondata di adrenalina, ma non mi lascio spaventare, sono in fila insieme ad altre persone, perché dovrei risentire dell’esperienza più degli altri?
Più ci avviciniamo più gli avvisi diventano evidenti e pressanti, una voce all’altoparlante ripete ai visitatori che non è troppo tardi per cambiare fila.
I partecipanti ormai si sentono una squadra, tutti spaventati ma legati dalla comune scelta del biglietto arancio.
Vedo persone farsi selfie con il biglietto arancio e condividerli soddisfatti su Facebook e Instagram.
Il mio turno si avvicina, e tra me e me penso che non è troppo tardi per uscire, potrei ancora tornare indietro ma non voglio essere l’unica, farei una figuraccia, gli altri vanno avanti, ce la posso fare anch’io.
La curiosità di tutti è alle stelle mentre ci avviciniamo all’inizio del gioco, siamo eccitati e tesi.
Dopo 40 minuti di fila, sono finalmente seduta al mio posto e pronta per quest’esperienza con l’adrenalina a mille.
L’attrazione inizia a muoversi e la mia intera vita mi passasse davanti agli occhi.
La corsa è finita, il peso nel mio petto se n’è andato, sono gasata e soddisfattissima come tutti gli altri.
Orde di teenager eccitati che si danno il 5 e tornano a comprare un altro biglietto arancio per ripetere l’esperienza che sembra essere piaciuta davvero a tutti.
Torno all’inizio del gioco, la fila arancio è sempre lunghissima rispetto a quella verde che potrei fare in 5 minuti solo per togliermi lo sfizio di vedere l’alternativa  di cui mi sono privata.
Dopo aver fatto la corsa arancio, dalla verde non potevo aspettarmi nulla di sorprendente, niente fila chilometrica, niente avvisi di pericolo, niente persone che pubblicano i propri selfie orgogliosi su Facebook.
Faccio la fila ed eccomi seduta e pronta.
Inizia la corsa verde e arriva la grande sorpresa.
La corsa è identica a quella arancio.
Stessa struttura, stesso graphic design, stesse divise dei piloti, stesso viaggio spaziale.
C’è una sola differenza: l’astronave è più lenta, il viaggio dura di più.
Non dimenticherò mai l’esperienza del biglietto arancio, ma probabilmente avrei dimenticato l’esperienza verde se avessi provato solo quella.
In realtà l’esperienza partiva fin dall’acquisto del biglietto, e l’intensità delle mie sensazioni era drasticamente aumentata dalla suggestione conseguente agli avvisi allarmanti.
Lo stesso vale per il tuo brand, che puoi rendere affascinante e memorabile senza in nessun modo alterarlo.
Bastano piccoli accorgimenti per rendere intenso e desiderabile anche il più noioso dei brand, e sei tu a fare la differenza.

Fatemi sapere se la lettura vi è piaciuta, spero che ne possiate prendere spunto nel vostro business!

Se vi interessa approfondire l’argomento vi consiglio questa lista di libri sul branding, tra i quali è presente anche quello citato qui sopra! Buona lettura!

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Branding | Sei un biglietto arancio o verde? ultima modifica: 2018-03-07T13:11:10+00:00 da Davide Mancinelli

Davide Mancinelli

Creative Director. Marketer. Artista da quando ha memoria, cresciuto a braccetto con internet. Designer affermato che rincorre maniacalmente la perfezione, certo che qualità ed eccellenza siano la base di ogni grande traguardo. Ama la competizione e odia perdere tempo. Fa questo lavoro perché gli consente di aumentare ogni giorno la propria esperienza affrontando realtà e sfide sempre diverse.
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