Gender Marketing | Strategie di marketing legate al "genere"



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Gender Marketing | Strategie di marketing basate sul genere

Nel marketing uomini e donne sono considerati come due gruppi distinti. Le strategie di marketing devono andare in contro ai loro bisogni, interessi e preferenze.

In questo articolo non vogliamo ovviamente parlare di diritti e pari opportunità ma di come, in effetti, esiste realmente una differenza tra uomini e donne nel campo del consumo: è difficile che una donna sia propensa a comprare una schiuma da barba per uso proprio o che un uomo compri dei tampax sempre per se stesso.

Cosa è il "Gender Marketing"?

Nel marketing in generale è  fondamentale differenziare i vari target per poter pianificare una comunicazione giusta e mirata, individuando alcune caratteristiche che distinguano un determinato tipo di target dall’altro. Una delle caratteristiche che è possibile individuare, anche in base al prodotto che stiamo vendendo o promuovendo, è proprio il sesso di appartenenza dell’individuo, che in questo caso è il nostro “cliente tipo”, o, in altre parole il “genere”.

Stiamo parlando quindi di marketing differenziato per genere ovvero di “Gender Marketing

Sono stati fatti molti studi a riguardo, che comprendono ricerche nel campo delle neuroscienze, e a livello generico esistono effettivamente delle differenze che si riflettono soprattutto sui comportamenti d’acquisto.

Donne e uomini elaborano le informazioni, vivono le emozioni, provano sensazioni, interagiscono e vivono in modi differenti. Distinguere e capire le differenze è essenziale dal punto di vista commerciale allo scopo di creare messaggi adatti all’uno o all’altro target.

In base agli studi possiamo affermare che le donne di solito tendono ad avere comportamenti d’acquisto strategico, chiedono prodotti di qualità, sono sempre attente al prezzo confrontandolo con prodotti simili, sono molto più empatiche e hanno un’ottima memoria agli stimoli emotivi,  mentre gli uomini sono più propensi all’acquisto d’impulso, sono molto più materiali e basano le loro scelte di acquisto sull’utilità quindi sulla razionalità e non sull’emotività come le donne.

Analizzando alcuni concetti base del Gender Marketing si evince che le differenze tra uomini e donne si manifestano in talmente tanti modi che ignorarle potrebbe sconfiggere la commercializzazione di un bene, come per l’esempio sopra citato.

"Gender Marketing": un'arma a doppio taglio.

Oggi il “Gender Marketing” sembra tornato in voga, con una veste più politicamente corretta rispetto al passato.

Basti pensare alle pubblicità degli anni 70/80 in cui la donna era raffigurata solo ed esclusivamente come la regina della casa, colei che si prendeva cura dei figli, devota e dipendente dal marito.

Non staremo a parlare delle solite campagne sessiste di quei tempi, come detto in precedenza non siamo qui per fare una campagna di sensibilizzazione.

Ora la donna veste panni completamente differenti. Anche la società è cambiata e il pensiero sociale con essa. Di conseguenza il target femminile è nuovo in continua evoluzione e mutamento, per questo le aziende si stanno orientando verso una comunicazione completamente differente, che faccia presa sulle abitudini e le necessità della donna moderna. Da questo punto di vista il “Gender Marketing” potrebbe essere visto come un’arma vincente e facilmente applicabile in ogni campo.

Ma non è così: argomentazioni che marcano troppo le differenze tra i sessi e che raffigurano stereotipi di genere possono produrre l’effetto contrario sulla riuscita di una giusta campagna di marketing, generando commenti negativi e polemiche che porterebbero solo cattiva pubblicità.

Un esempio attuale di campagna di Gender Marketing riuscita male la possiamo vedere con Mentadent

Creare un prodotto esclusivamente maschile per un bisogno comune ad entrambi i sessi (la conformazione dentale di uomini e donne è la stessa) non è necessaria, ma i Marketing Manager di Mentadent giustificano questa differenza sottolineando i differenti comportamenti di consumo tra uomini e donne: gli uomini fumano, bevono caffè e vino rosso quindi hanno necessità di dentifrici più sbiancanti. Solo a noi sembra una giustificazione poco solida?

Oppure come Huggies che nel 2015 ha lanciato uno spot per i pannolini che marca in maniera banale e stereotipata le differenze di genere tra un bambino e una bambina.

Infatti la pubblicità è stata ritirata dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria che sostiene:

Una tale narrazione è suscettibile di porsi in contrasto con l’articolo 10 del Codice, laddove prevede il divieto di ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere.

Voi cosa ne pensate? È ancora necessario parlare di “Gender Marketing”?

Se siete esperti del settore o semplicemente se volete approfondire l’argomento del “Gender Marketing” vi consigliamo questo libro:

Gender, Design e Marketing: How Gender Drives our Perception of Design and Marketing

Voi cosa ne pensate? È possibile costruire campagne di marketing efficaci basandosi sul Gender Marketing? Cosa dovrebbe cambiare?
Scrivetecelo nei commenti!

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Gender Marketing | Strategie di marketing basate sul genere ultima modifica: 2018-03-08T12:48:47+00:00 da Silvia Perella
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