Questa è la pagina dedicata a Luca Gamberini.
In questa pagina troverai 5 prodotti, tra cui “Un etto d’amore (Lascio?)”.
Pensa che cretino che è l’amore
Io e Luca Gamberini ci siamo conosciuti a Bologna in un caldissimo pomeriggio di giugno, ma forse era luglio. Sicuramente eravamo a Bologna e sicuramente faceva un caldo atroce. Io stavo sudando le proverbiali sette camicie anche se avevo solo una camicia di riserva e facevo le prove microfono su un palco dove la sera mi sarei esibito in un reading. Luca mi guardava da sotto il palco. Era piuttosto coraggioso da parte sua stare sotto il sole di Bologna a circa quaranta gradi. Siccome mi fissava in modo insistente mi sono appropinquato al bordo del palco, escludendo ottimisticamente che si trattasse di uno psicopatico che voleva uccidermi. In effetti ci ho preso. E di cosa abbiamo chiacchierato in quel tardo pomeriggio bolognese? Per lo più di una delle cose che ci sta massimamente a cuore: di poesia. D’altra parte di cosa dovrebbero chiacchierare un poeta giovane e uno meno giovane prima di uno spettacolo di poesia? Abbiamo aperto una bottiglia di vino bianco e ci siamo parlati. Credo di avere anche offerto del formaggio a Luca, ma lui lo ha saggiamente rifiutato. Abbiamo parlato di cosa sia oggi fare poesia per noi, dell’andare in giro per le città, leggere le nostre cose davanti alle persone, se si ha fortuna rendere qualcuno felice con la propria roba, scrivere libri, avere a che fare con le case editrici, quelle piccole e quelle grandi. Abbiamo parlato di inclusione e di passione e dell’importanza di esserci e di non risparmiarsi e lui, come si conviene a un giovane poeta, mi ha chiesto dei consigli, e io, al terzo bicchiere, ho finto di saperglieli dare. E intanto che Luca mi mitragliava di complimenti e il mio ego bulimico veniva nutrito, a Bologna scendeva la sera e il cielo prometteva una bella notte. A un certo punto Luca mi ha raccontato delle cose di sé. Per esempio che lui va in giro per le città e i paesi e i villaggi d’Italia con una Olivetti Lettera22 e scrive poesie espresse per chi ne ha bisogno. Tu ti metti seduto davanti a lui, che sta seduto davanti alla sua macchina da scrivere, e improvvisa una poesia per te. È una cosa che non sarei capace di fare neanche per scherzo. Perciò sapete che vi dico? C’è vento forte, teniamoci stretti, magari con una #poesiaespressa.
Cromatismi
“Chi ha avuto modo di leggere i precedenti libri di Luca Gamberini, vale a dire Un etto d’amore (Lascio?) (Ensemble, 2018) e Pensa che cretino che è l’amore (Mondadori, 2021), stenterà, leggendo questa sua nuova raccolta, a riconoscerlo e a identificarlo come il medesimo autore e noterà un deciso cambiamento di rotta nella sua scrittura [. . .] C’è dell’altro, però, secondo me, vale a dire il rivelarsi di una maturazione, di una presa di coscienza, che io definirei consapevolezza ed è la piena e convinta consapevolezza del fare poesia [. . .] Si avverte in Cromatismi, nella sua scrittura e nel suo dipanarsi, il bisogno da parte del poeta di affermare un pensiero più complesso, senza per questo affrancarsi dai libri precedenti e neppure dai pensieri in essi espressi, ma anzi sviluppandoli e ampliandone il raggio d’azione”. (Dalla Prefazione di Enea Roversi)
Un etto d’amore (Lascio?)
Mi sgridi i piedi
Neoklassico
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