Questa è la pagina dedicata a Simone Perotti.
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L’altra via. Costruirsi da soli una casa, progettare per tutti una nuova vita
All’inizio di marzo 2020 Simone e F. partono per un’isola dell’Egeo, dove hanno comprato un rudere in pietra da ristrutturare. Non immaginano che per sette mesi non potranno più allontanarsene, bloccati sull’isola greca dai rigori della pandemia che ha colpito il mondo. Come novelli Robinson, i due cominciano i lavori, costruendo tutto il possibile con le loro mani: dal tetto al letto, dalla cucina al forno di argilla. Intanto, nel silenzio e nella lontananza senza precedenti in cui si trova immerso, Perotti comincia a immaginare un «dopo», non solo per loro due ma per tutti. «La situazione sta degenerando» scrive. «Era evidente anche prima delle emergenze odierne. Rinchiusi in città sempre più grandi, con spazi sempre più ridotti, costretti dai simboli, guidati dal denaro, oppressi da un ritmo sfinente, ci siamo allontanati dalla nostra natura. Tanto da non conoscerla più, da non ricordare nemmeno di averne avuta una.» Nei fondamentali della vita – lavoro, finanza, tecnologia, medicina, convivenza, alimentazione, e perfino case e città – abbiamo sbagliato troppo, e troppo a lungo. Ma liberarsi dal superfluo e dai condizionamenti, tornare padroni del proprio tempo e del proprio destino, richiede un coraggio, anche filosofico e politico, senza precedenti, una vera rivoluzione.Pietra su pietra, idea su idea, questo libro è la storia di un’avventura culturale e umana nel cuore del Mediterraneo; un duro j’accuse che illumina con spietata lucidità la nostra condizione di schiavi volontari; una proposta provocatoria e appassionata per il futuro di cui abbiamo bisogno.
Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. Filosofia e strategia di chi ce l’ha fatta
Lavorare per consumare non rende felici. Lo sappiamo tutti, ma come uscire da questo modello? Cambiare vita sembra impossibile. Invece non lo è. Basta avere tenacia, speranza, coraggio, e un pizzico di follia. Lo dimostra l’esperienza di Simone Perotti. Tuttavia non si tratta solo di ridurre il salario per avere più tempo libero: il punto non è lasciare il lavoro, ma affrontare una profonda revisione interiore, cercare equilibrio e armonia con se stessi, il mondo, le abitudini, le responsabilità.
Avanti tutta. Manifesto per una rivolta individuale
“È il migliore dei miei libri sul tema. È il sequel del mio ragionamento sul cambiamento di vita.” – Simone Perotti “Questo libro è la bibbia degli uomini liberi.” “Leggetelo! Potrebbe farvi anche molto arrabbiare. Allora chiedetevi perché.” Dunque si può fare. La scelta del downshifting raccontata in “Adesso basta” (10 edizioni) si è rivelata percorribile. “Ho tempo per cucinare, per studiare, per scrivere, navigare, perdere tempo…” scrive Simone Perotti in questo nuovo libro, che è un pamphlet sul cambiamento alle porte, su un nuovo ordine esistenziale e sociale. Contro la paura. Scoprire che si può vivere con poco, fuori dallo schema “lavoro guadagno spendo”, in un momento di grave crisi economica, può essere un sollievo personale, ma anche un progetto “politico”, da condividere. Suffragato dall’esperienza in azienda e dagli anni trascorsi nella libertà, Simone Perotti racconta “come si vive fuori”, le sue scoperte (buone e cattive), e sfata gli stereotipi placando gli animi dei tifosi e contrastando una a una le obiezioni dei più critici. Dall’analisi degli 80.000 messaggi ricevuti, l’autore ricava la prima classificazione dei downshifter italiani (i Convinti, gli Arrabbiati, gli Impegnati, gli Antitaliani, gli Accoppiati, i Sorpresi…) e una mappa generazionale delle loro paure: l’identikit dell’uomo contemporaneo in rivolta. La lotta di classe sembra finita. Forse è incominciata la lotta per la vera liberazione.
Opinioni:
La vera liberazione parte da ciascuno di noi. Una storia ricca di consigli preziosi. Una guida diretta, provata, efficace. Dall’autore del bestseller Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita. – LaFeltrinelli
Dove sono gli uomini? Perché le donne sono rimaste sole?
Dove sono gli uomini, fisicamente e psicologicamente? Soprattutto a fare cosa, dove se non qui, e perché? Perché le donne sono tutte in giro, tutte in viaggio, tutte da qualche parte, spesso tra di loro, intente a fare o progettare qualcosa, mentre gli uomini sembra che si siano chiusi in casa, a doppia mandata, e non rispondano neppure a chi bussa con forza alle loro porte? Dove sono i protagonisti della scena, gli uomini del Mediterraneo, quelli che trovavi sempre al centro della piazza, al centro della spiaggia, al centro del bar, al centro della scena? Perché sul palco ora sembra che ci siano soltanto donne? Perché gli uomini non escono dai percorsi codificati del lavoro e della società? Perché sono sempre protetti da convenzioni e ruoli codificati, e quando non lo sono entrano subito in difficoltà? Perché gli uomini non parlano (se non di alcuni, pochi, argomenti estranei tanto a loro quanto a me), perché non chiamano, perché sembrano chiusi, rassegnati, stanchi prima ancora di aver iniziato a fare qualsiasi cosa? Per parlare degli uomini, oggi più che mai, occorre parlare con le donne, ascoltare le loro storie, farsi raccontare le loro avventure e disavventure, sfidando le leggi della riservatezza, tentando di collegare fatti e circostanze che ogni donna considera isolati, per cui spesso prova sentimenti di colpa, e che invece sono profondamente collegati tra loro.
Rapsodia Mediterranea
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