Questa è la pagina dedicata a chi ama il calcio.
In questa pagina troverai 5 prodotti, tra cui “Adrenalina. My Untold Stories”.
Che sia giocato, tifato, o semplicemente guardato alla TV, il calcio in Italia non ha mai smesso né di suscitare interesse ed emozioni, né di tirare quasi quanto il famoso carro di buoi. Addirittura oltre un milione solo i soli italiani maschi che praticano attivamente sport in una delle oltre 12000 club della nazione (dati UEFA 2018-19). Gli appassionati di questo sport sono ovviamente un numero estremamente superiore ai giocatori, tanto da contribuire attivamente a far girare quel mercato da miliardi di euro che se hai raggiunto questo articolo, conosci bene. Come probabilmente conosci a memoria intere formazioni, stili di gioco degli allenatori, o termini di nicchia come Bonus multipla. Sono altresì certo che la tua intenzione sia quella di continuare ad aumentare la tua cultura sul tema (magari per stupire quell’amico saputello al bar) ed è per questo che nelle prossime righe troverai una lista di libri che non esiterai a definire “pietre miliari” di questo favoloso sport.
Storia critica del calcio italiano

Nessun popolo ha avuto con il calcio il rapporto che hanno gli italiani: intenso, legato a momenti personalissimi e, al tempo stesso, a situazioni pubbliche e collettive. Per questo ogni tentativo di ripercorrere epopee di campioni, avventurose scalate in classifica e rovinose cadute di squadre leggendarie finisce col delineare un itinerario inevitabilmente personale e dunque “critico”, come ha acutamente intuito Brera. In questa sua opera l’autore si offre al lettore con un’insuperabile generosità di scrittura mai disgiunta dalla ricchezza dei dettagli, dall’abbondanza di personaggi unici, dalla provocatoria e polemica intelligenza. I racconti del grande calcio: dai miti degli anni Sessanta e Settanta – Rocco, Herrera, Riva e Rossi – sino ai mondiali in Argentina. La riproposta del testo è un’occasione formidabile per ripercorrere non solo le vicende del nostro calcio, ma tutti i momenti magici di generazioni di italiani.
Dominare il gioco. Principi, metodo e organizzazione
Il quinto “Tattico” non sviluppa uno sistema di gioco particolare, ma evidenzia i concetti fondanti per costruire il proprio modello di gioco. David Sassarini, nostro storico collaboratore e allenatore Uefa Pro, spiega in 11 capitoli come preparare la propria metodologia, fornisce esempi di esercitazioni da adattare al contesto operativo in cui si lavora, specifica come strutturare una settimana tipo. Con un’unica idea: dominare il gioco e controllare l’incontro. Niente schemi insomma, solo princìpi per un calcio moderno e fluido. Prefazione di Roberto De Zerbi.
Fútbol. Storie di calcio
Centravanti di buone speranze – “ricordo di aver fatto più di trenta goal in campionato” -, fino a che la carriera calcistica non gli viene stroncata da un incidente, Osvaldo Soriano diviene innanzi tutto cronista sportivo e solo in seguito, con “Triste, solitario y final”, del 1973, uno dei romanzieri più amati e acclamati dell’America latina.
Ma questa sua passione per lo sport, e per il fútbol in particolare, non l’ha mai lasciato.
Scrive con la stessa passione e lo stesso amore di grandi campioni – uno tra tutti Diego Armando Maradona – e di oscuri portieri, di arbitri improbabili, di allenatori in pensione.
Storie di calcio, di memoria, di personaggi indimenticabili, come il figlio di Butch Cassidy o il míster Peregrino Fernández, ma “imperfetti” (come diceva lui stesso), che giocano partite senza fine, contro un avversario o contro la vita.
Venticinque racconti di calcio che attraversano l’intera sua produzione letteraria, con sei racconti in più rispetto all’edizione precedente.
Adrenalina. My Untold Stories

Cosa rappresenta la rovesciata per il giocatore al quale viene attribuita la più bella ed esaltante della storia del calcio? Che valore ha oggi un gol per il calciatore che festeggia i suoi quarant’anni in piena attività? E cosa significano per lui il dribbling o il passaggio? Zlatan Ibrahimović non ha più bisogno di dimostrare la sua forza o ricordarci i grandi successi sportivi che lo hanno reso un campione unico al mondo, così decide di mettersi a nudo, in maniera sincera e onesta, per raccontarci come un dio del pallone cambia e affronta gli anni a venire senza ipocrisie, con la maturità e i dubbi da imparare ad accettare. In costante equilibrio tra Adrenalina e Balance, si svela in una narrazione piena di confidenze e aneddoti, dove anche la paura trova spazio tra le pieghe del fuoriclasse, insieme alla dolcezza e alla fragilità, sentimenti che si aggiungono alla forza, alla determinazione e al coraggio che hanno portato il ragazzino di Rosengård sulla vetta del mondo, da dove ora ci parla di allenatori e calci di rigore, spogliatoi, avversari e pallone, oltre che di felicità, amicizia e amore.
Opinioni:
Zlatan Ibrahimović non ha più bisogno di dimostrare la sua forza o ricordarci i grandi successi sportivi che lo hanno reso un campione unico al mondo, così decide di mettersi a nudo, in maniera sincera e onesta, per raccontarci come un dio del pallone cambia e affronta gli anni a venire senza ipocrisie, con la maturità e i dubbi da imparare ad accettare. – LaFeltrinelli
Quando sono in campo, sentire di essere amato mi dà una carica impressionante. Ma anche l’odio mi trasmette tanto. Quando mi fanno incazzare, vado a un livello superiore: sono più attento, più concentrato, più forte, più desideroso di dimostrare qualcosa. Se mi odiano, mi migliorano. Per questo, partite come i derby mi caricano a mille e mi riempiono di una rabbia speciale che mi porta più in alto. Ma oggi ho molto più controllo di un tempo, quand’ero giovane. Anche perché i figli mi hanno dato una calma e un ritmo che prima non avevo. Fino alla nascita del primo, portavo in casa il calcio e tutta la mia rabbia. Poi sono cambiate le cose. Tornavo a casa, guardavo i bimbi e dimenticavo tutto. Ecco, loro sì che mi hanno rovesciato. Sono entrati nella mia vita e il calcio all’improvviso ha smesso di essere la cosa più importante. Contava solo che stessero bene. – Anonimo
Grazie, Signore, che ci hai dato il calcio. (Tele)cronache di una vita nel pallone

Dal 1986 a oggi Fabio Caressa ha visto e raccontato agli italiani gli eventi, gli uomini e i grandi gesti che hanno fatto la storia recente del nostro calcio, e non solo: il Mondiale del 2006 («Chiudi la valigia, Beppe: andiamo a Berlino!») e l’Europeo 2020 («Grazie Signore che ci hai dato il calcio, che ci fa abbracciare, che ci fa sognare»), le finali di Champions League, le sfide e gli uomini del campionato italiano, le prodezze individuali e di squadra, i momenti epici e quelli drammatici. E dietro ognuno di questi, c’è un universo di storie – a volte commoventi, appassionanti, molto spesso irresistibilmente comiche – che Fabio ha deciso di rivivere su carta, raccontandoci, allo stesso tempo, la poesia dello sport più amato al mondo e la magia di una passione.
Opinioni:
Una vera galleria di ritratti, episodi rocamboleschi, retroscena, incontri, scontri e sodalizi – tra tutti quello con Beppe Bergomi – che svelano i segreti di una professione, quella del telecronista sportivo, di cui Fabio Caressa è stato ed è tuttora uno dei più importanti interpreti. – LaFeltrinelli
Se volessi saperne di più, dai un’occhiata al nostro canale Youtube!
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.