Questa è la pagina dedicata a Danilo Zardin.
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Nel cantiere della modernità. Storia, memoria, identità
Il mondo moderno si è edificato nel corso dei secoli, poggiando sulle fondamenta delle civiltà fiorite ai bordi del Mediterraneo e nel continente europeo. Alle eredità raccolte dalle tradizioni preesistenti, ha aggiunto scoperte e innovazioni che hanno alimentato uno sviluppo sempre più potente e conquistatore, capace di instaurare rapporti tutt’altro che equilibrati con le altre realtà del contesto planetario. L’esito finale ha portato a prendere le distanze in modo molto netto dalle premesse da cui si era partiti. È stato corretto in profondità il codice culturale, cioè il sistema di pensiero, la trama di regole e di valori in base ai quali si organizzava l’ordine complessivo del cosmo sociale, senza però recidere del tutto il legame che ci tiene uniti al nucleo su cui l’Occidente ha modellato il suo progresso materiale e l’invenzione di una identità aperta all’incontro/scontro con gli attori molteplici della storia globale.
I fili della storia. Incontri letture avvenimenti
Viaggiare nei paesaggi sconfinati della storia e della cultura del mondo moderno è una avventura piena di sorprese inaspettate. Si può credere di conoscere già molte cose, ma ancora di più sono quelle da riscoprire, o che si possono guardare in una luce diversa. Per fare questo, occorre una bussola per cominciare a orientarsi. I fili della storia propongono dei sentieri da percorrere e invitano a sostare su alcuni punti fermi di passaggio. Aiutano a mettere a fuoco l’impianto della società, che continua a cambiare, nel tempo, la sua fisionomia. Descrivono il ruolo e gli ideali delle istituzioni del potere. Più ancora, fanno incontrare con gli uomini che hanno animato la vita dell’Occidente degli ultimi secoli, mostrando tutta la ricchezza delle loro attese, dei loro bisogni e delle loro speranze: un destino da costruire, una fede religiosa a cui appoggiarsi, la dialettica con altre visioni della vita alternative, una concezione di sé e del valore della realtà che si è tradotta in arte, in bellezza, in capacità di iniziativa e impegno operoso per fare del mondo uno spazio da rendere sempre più abitabile, anche passando attraverso lotte, perdite e conflitti.
Il cuore di Milano
Milano raccontata al centro della propria storia e del proprio sviluppo, dalle fondamenta antiche alla città di sant’Ambrogio, dalla capitale del ducato dei Visconti e degli Sforza fino alla stagione dell’Unità, della grande borghesia e del decollo economico. Un evocativo percorso lungo i secoli del capoluogo lombardo, attraverso i segni che il tempo ha depositato nel suo tessuto urbano. Il Castello Sforzesco, il Duomo, la Ca’ Granda, il Teatro alla Scala, le università, le case editrici, le banche: i simboli delle diverse vocazioni di una metropoli che ha fatto della condivisione e dell’assimilazione i tratti distintivi della propria identità. Alcuni fra i più qualificati esperti di storia milanese ci guidano in un viaggio lungo le stagioni di una città dalla grande anima, alla scoperta di un patrimonio di idee sostenuto da una “acuta responsabilità civile e da una tenace e operosa fede religiosa”, in dialogo tra loro: un codice genetico che ha permesso a Milano di ricoprire per molti anni il ruolo di guida del nostro Paese, un patrimonio umano a cui attingere per ritrovare un autentico senso di appartenenza e di cittadinanza. Prefazione di Lorenzo Ornaghi.
Carlo Borromeo. Cultura, santità, governo
Il rilievo della figura di Carlo Borromeo, unito all’oggettiva imponenza della traccia da lui lasciata nella storia del cattolicesimo moderno, giustifica ampiamente l’attenzione che continua a esserle riservata. L’occasione del quarto centenario della canonizzazione (1610-2010) è uno stimolo ulteriore in questo senso, cui risponde l’insieme degli approfondimenti su singoli aspetti cruciali inseriti nel quadro di un approccio unitario nella sua impostazione di fondo. Il ricordo dell’evento che ha segnato la solenne legittimazione giuridica di una fama già affermata di santità, lanciando definitivamente un culto locale, milanese e lombardo, verso la sua marcia di espansione aperta alle dimensioni del mondo, diventa un richiamo per tornare a interrogarsi sul significato dell’esperienza religiosa e sui contenuti del progetto culturale di cui l’arcivescovo riformatore si rese artefice all’indomani del concilio di Trento, sulle modalità adottate per diffondere capillarmente in tutto lo spazio sociale una proposta esigente e vigorosa, infine sulla dialettica ricca e molteplice delle reazioni che essa suscitò venendo a incontrarsi con la mentalità, gli usi consolidati e i ruoli di potere della realtà a cui si rivolgeva.
The Milan’s Heart. Identity and History of a European Metropolis. (English Edition)

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