Questa è la pagina dedicata a Mark Bowden.
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Killing Pablo
Sono passati 25 anni da quando Pablo Escobar, il criminale più potente e pericoloso dell’ultimo mezzo secolo, fu ucciso in un quartiere di Medellín, ma la sua storia di “nemico pubblico numero uno” è viva e attuale. Nessuno ha dimenticato l’imprendibile signore della droga che ha impegnato l’America in una caccia all’uomo senza precedenti e la Colombia in una guerra civile finita solo con la sua morte. Nato nel 1949, è passato in pochi anni dallo status di piccolo boss locale a quello di signore del narcotraffico planetario. Uccise capi della polizia, giudici, giornalisti e persino un candidato alla presidenza della Repubblica; nel 1982 si fece eleggere deputato, nel 1989 si posizionò al settimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo e fece abbattere un aereo di linea; per più di dieci anni combatté una vera guerra non solo con il suo governo, ma anche con gli Stati Uniti e la Dea, l’agenzia antidroga statunitense. Quando, nel 1991, negoziò una sorta di armistizio e fu rinchiuso in una “prigione” più simile a una reggia che a un carcere di massima sicurezza, continuò da lì a governare il mercato mondiale della cocaina. E quando, un anno dopo, decise di darsi alla macchia, l’obiettivo dei suoi avversari divenne uno solo: ucciderlo. In questo libro appassionante – fondato su documenti segreti, intercettazioni telefoniche, interviste con i protagonisti – Mark Bowden racconta la colossale caccia all’uomo che, dispiegando le più avanzate tecnologie militari e di intelligence, portò i soldati americani della segretissima Delta Force e le squadre speciali della polizia colombiana a stringere il cerchio attorno a Pablo. Una storia vera, cruda ed emozionante, ma anche una parabola attuale sugli inconfessabili intrecci fra potere economico, potere politico e potere criminale.
Opinioni:
La vera storia di Pablo Escobar e della colossale caccia all’uomo che portò alla sua morte. – LaFeltrinelli
Una prova insuperabile di giornalismo narrativo. – New York Times Book Review
Truth and Lies: What People Are Really Thinking (English Edition)
Huê 1968. L’anno cruciale della sconfitta americana in Vietnam
Il 1968 segnò un passaggio cruciale della storia moderna. E non solo per i moti studenteschi e gli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy. In quell’anno, secondo il generale William Westmoreland, la guerra in Vietnam sarebbe dovuta entrare in una nuova fase, perché «le speranze del nemico erano alla fine» In un certo senso il comandante delle forze statunitensi aveva ragione, ma i piani dei Viet Cong non prevedevano la resa. La notte tra il 30 e il 31 gennaio, in corrispondenza del capodanno locale, il Fronte di liberazione nazionale diede il via a una vasta operazione militare divenuta celebre come offensiva del Tê´t: alle due e trenta del mattino diecimila uomini scesero dalle montagne e conquistarono – oltre a centinaia di altri obiettivi considerati inespugnabili – la capitale intellettuale e culturale del Paese, Huê´. I comandi americani, però, rifiutarono di accettare la portata di una simile disfatta, e a lungo si ostinarono a mandare in avanscoperta piccole unità di marines, sistematicamente trucidati. Solo tempo dopo il tenente colonnello Ernest Cheatham avviò la riconquista della città, combattendo quartiere per quartiere. Ventiquattro giorni di scontri terrificanti, che alla fine costarono la vita a decine di migliaia di persone tra militari e civili. Quella di Huê´ fu di gran lunga la battaglia più sanguinosa dell’intera guerra, e cambiò per sempre l’approccio americano al conflitto: da allora, anziché di vittoria, si cominciò a parlare di disimpegno. Attraverso una mole di documenti senza precedenti e interviste a reduci di entrambi gli schieramenti, Mark Bowden ricostruisce con precisione ogni fase di quello scontro, raccontandoci un momento che cambiò per sempre il destino della guerra, e del mondo intero.
Opinioni:
La battaglia più feroce della guerra del Vietnam. L’evento simbolo di una stagione difficile e mai dimenticata della nostra storia recente: il 1968. – LaFeltrinelli
Un esempio magistrale di giornalismo narrativo – The Wall Street Journal
Mark Bowden scrive da sempre. Maledettamente bene, documentato e diretto. – Corriere della Sera
Winning Body Language [Lingua inglese]: Control the Conversation, Command Attention, and Convey the Right Message without Saying a Word
Killing Pablo: the Hunt for the Richest, Most Powerful Criminal in History
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