Pagina autore Questa e la pagina dedicata a Carlo Carabba. In questa pagina trovi 5 prodotti. Libro Nessuna opinione salvata. Libro Un libro che può leggere chiunque, anche chi non ha mai letto una poesia contemporanea prima, scritto da quello che forse è “il primo poeta italiano del terzo millennio. Libro Candidato al Premio Strega 2018 – Finalista al POP, Premio Opera Prima 2018. – Finalista Premio Letterario nazionale Chianti 32ma edizione. Sono due le coincidenze da cui muove questa storia. Quella tra la caduta della neve su Roma, dopo più di vent’anni di attesa, e la scoperta che una giovane donna, Mascia, è in coma. E quella tra il funerale di Mascia, una decina di giorni più tardi, e la firma di un contratto di lavoro. Se la prima neve della vita del protagonista di questa storia, scesa sulla sua città quando era bambino, aveva portato con sé l’incanto, la seconda ha portato un incidente. Mascia, l’amica degli anni del liceo, è scivolata col motorino là dove la neve è caduta e si è sciolta. Questa seconda neve tanto desiderata, come se col bianco potessero tornare i giochi e le meraviglie dell’infanzia, invece di restituire il passato si porta via un pezzo di futuro. Perché Mascia muore per sbaglio, come pure si può morire, e non c’è altra spiegazione. Il protagonista parla con amici comuni, riceve e manda sms, inventa scuse, cerca ragioni ai propri pensieri e comportamenti, alle fughe e ai ritorni, e le trova, si colpevolizza, si assolve. Se Mascia, come tutti, muore sola, il protagonista di questo libro, come qualcuno, fa di tutto per restare, ancora un poco, solo con lei. Costruito come un labirinto che riproduce lo smarrimento di fronte al dolore, o come un videogioco che muove nello spazio ancora sconosciuto e pericoloso dell’età adulta, il romanzo segue i pensieri del protagonista, e di chi legge, intorno alla perdita di quelli che si amano e si ferma sul limite dell’amore umano che è quello, insopportabile, di non poterne impedire la morte. Libro Gli anni della pioggia sono gli anni dei ricordi: i ravioli al pomodoro, i viaggi in treno da bambino, il cubo di Rubik sul comodino. Anni di riflessione, attimi in cui tutto sembra fermarsi, dando l’esatta percezione dei mari già navigati, delle occasioni perse. Carlo Carabba, alla sua prima opera, raccoglie frammenti sparsi nell’esistenza fin qui trascorsa per incastrarli in un mosaico di versi in cui ogni parola serba un profumo, un sentimento, un volto: un intreccio di giorni e ore che ricostruisce il vissuto personale in una sorta di implicito e sentito “grazie” a tutte le persone, a tutte le “cose” incontrate nel tempo. Nessuna opinione salvata. Libro La collana “Cultura dell’anima” fu ideata da Giovanni Papini e pubblicata da Rocco Carabba dal 1909 al 1938, per un totale di 163 titoli. Dal 2008 la casa editrice Carabba ha deciso di ripubblicare, in ristampa anastatica, nella sua interezza la collana “Cultura dell’anima” in un arco di tempo di cinque anni, con l’uscita di circa trenta volumi annuali. Nella redazione cinese di Pe-fa-tsu. «Del Mahaparinirvana-sutra, – importantissimo, perchè narra gli ultimi fatti e discorsi di Buddha – s’è perso da gran tempo l’originale e non esiste che una redazione cinese dovuta a Pe-fa-tsu. Il prof. Puini, ch’è il più valente sinologo italiano, ne ha fatta una diligente versione, arricchendola di note, di appendici e di un glossario» (G. Papini) Nessuna opinione salvata.Carlo Carabba
Libri e prodotti collegati
Vincitore del premio Giuria al Premio Letterario Viareggio-Rèpaci 2022 – Poesia
LaFeltrinelli
Con una lingua che analizza, immagina e riflette, che mescola Eta Beta alla Bibbia e The O.C. e Lost a Proust e Peter Schlemihl, Carlo Carabba medita sul caso e il destino, il lutto e la crescita, e racconta quando finisce la giovinezza, perché si diventa adulti, e come restiamo vivi, nonostante il dolore nostro, e soprattutto, nonostante il dolore degli altri.
LaFeltrinelli
Un poeta si riconosce dalla voce, e Carlo Carabba una voce ce l’ha
Raffaele La Capria, Corriere della Sera
Avevo saputo dell’incidente il giorno in cui la neve, tornando a cadere, aveva chiuso i conti con la mia infanzia. Come potevo pensare al funerale della migliore amica della giovinezza avvenuto mentre firmando il mio primo contratto di lavoro entravo nell’età adulta, senza attribuire alla coincidenza un valore simbolico? Ma come potevo meditare su qualcosa di astratto come il simbolo e l’allegoria di fronte alla morte della mia migliore amica?
Anonimo








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