Pagina autore Questa e la pagina dedicata a Massimo Roscia. In questa pagina trovi 5 prodotti. Libro Maestri, amanti, confidenti, compagni di viaggio, amici. I libri sono questo e tanto altro ancora: ci aiutano a conoscere, scoprire, evadere, sognare, creare legami, consolarci, porci domande e trovare risposte. Sono uno specchio, una chiave, una festa, una testimonianza, una passione e spesso un passatempo. Ed è per questo che Massimo Roscia, autore arguto e pungente, ha pensato di giocare con i libri e sui libri, sfidando gli amanti – veri o presunti – della lettura. Ai bibliofili incalliti propone un quaderno che si ispira ai manuali scolastici per le vacanze, con cento esercizi tra indovinelli, anagrammi, testi cifrati, sciarade, cruciverba e tante, tantissime domande, a difficoltà crescente, che spaziano dai grandi classici alla letteratura contemporanea, dal vecchio al nuovo mondo e oltre. E poi curiosità, aneddoti, enigmi misteriosi e altre chicche prelibate. Nessun premio in palio, nessun promosso o bocciato, solo un’occasione per saggiare le proprie conoscenze e mettersi in gioco, da soli o in compagnia di familiari e amici. Insomma, un modo originale, simpatico e intelligente per trascorrere qualche ora, tenere allenata la mente e, al tempo stesso, rinfrescare la memoria; un modo diverso per nutrirsi e divertirsi. Perché, proprio come disse Cicerone, i libri sono l’alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia. O fu Giovenale a dirlo? Libro Libro candidato da Umberto Croppi al Premio Strega 2021 Libro Se Massimo Roscia salisse (e non salirebbe) in cattedra, la sua lezione andrebbe (e non andasse) più o meno così. Perché nella grammatica crede fermamente, un po’ meno nell’approccio paludato tutto nozioni e casi noiosi. Così ha deciso di svecchiarlo, per dimostrare che le norme possono essere semplici, intuitive e persino amichevoli. U n po’ Rodari e un po’ Flaiano , passa in rassegna i fondamenti dell’italiano e si diverte a calarli in esempi contemporanei (dai ritmi rap alle serie tv, dai fantasy ai videogame); riprende gli svarioni più comuni (dall’uso maldestro dell’accento all’abuso disinvolto dell’apostrofo) creando giochi promemoria per non essere più indotti in errore; si batte per la salvaguardia delle forme (utili) in estinzione, come il congiuntivo, e invoca il debellamento della pandemia di ciaone e apericena. Sempre all’insegna dell’uso pratico e vivo, perché la lingua è fatta per essere parlata , adattata, modificata, arricchita, cambiata, rivista, aggiornata, corretta, sempre e comunque amata. Libro Nessuna opinione salvata. LibroMassimo Roscia
Libri e prodotti collegati
Indovinelli, sciarade, cruciverba e tante, tantissime domande per metterti in gioco e dimostrare a tutti che i libri che dici di avere letto li hai letti veramente.
LaFeltrinelli
Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova, ma non dubitare mai dell’acume dei quesiti di Massimo Roscia
William Shakespeare
È una verità universalmente riconosciuta che un lettore in possesso di un buon intelletto debba cimentarsi con i quesiti di Massimo Roscia
Jane Austen
Siam veri amanti della letteratura, o null’altro che vili impostori? A Massimo Roscia l’ardua sentenza
Alessandro Manzoni
Tutti i giochi e i quiz enigmistici si somigliano; quelli di Massimo Roscia sono unici e divertenti a modo proprio
Lev Tolstoj
Vorrei accompagnare la mia scelta, con qualche aggettivo necessario sull’opera: ironica, disincantata, trasgressiva, divertente, colta. In questo romanzo fuori dagli schemi mi sono lasciato affascinare da un funambolico lavoro narrativo alle prese con il tema della damnatio memoriae. Al seguito di una sconclusionata famigliola in missione, di una giornalista votata alle cause perse con i suoi due figli gemelli (uno sapiente, l’altro un po’ tonto ma geniale), lo zio Giordano (arso vivo a Campo de’ Fiori) e una misteriosa scatola nera, ho attraversato un’Europa frantumata e divisa dalle frontiere, trascinato in un tempo paradossale, tra un passato remoto e un futuro indefinito, che invita a ridefinire le coordinate del presente. Pensavo di essere in una sorta di allegoria fantastica, una stravagante avventura, e mi sono ritrovato piacevolmente implicato nelle maglie di un fedele resoconto biografico. Il motivo del viaggio è indagare su testi e documenti che dovrebbero portare alla riabilitazione del Signor Emme presso la Congregazione dell’Indice delle vite cancellate e delle opere proibite. Il fantomatico personaggio è Paolo Monelli. Grazie all’abile lavoro di ricerca documentale condotto da Massimo Roscia, riscopriamo un personaggio ingiustamente trascurato della nostra letteratura e del giornalismo del Novecento. Ma la cifra di Roscia è gustosa e spiazzante perché gioca sapientemente e con grande divertimento (anche nostro) con la storia e la letteratura, intrecciando citazioni, mescolando il vero e il falso. E poi, come non candidare questo libro sapendo che Paolo Monelli era alla prima riunione degli Amici della domenica nella casa romana di Maria Bellonci, insieme a sua moglie Palma Bucarelli, a Massimo Bontempelli, Guido Piovene, Alberto Savinio e ai molti altri intellettuali che in quell’Italia del dopoguerra davano vita al Premio Strega.
Anonimo
Un libro che segue le regole ma esce dagli schemi , descrive e circoscrive l’uso ma non prescrive, mette in rima le norme ma non mette in riga chi si (e le) applica.
LaFeltrinelli
Ragazzi, tutti attenti! Oggi parliamo dei plurali dei nomi composti. Allora, le regole sono troppe e piene di eccezioni. Non ci provate neanche a impararle a memoria. Usate il buon senso e soprattutto un buon vocabolario.
Anonimo
Non è un romanzo e neanche una raccolta di racconti, un saggio, un trattato gastronomico o un ricettario. È, più semplicemente, un diario a quattro mani un diario-mai-scritto – in cui ricordi, esperienze, episodi del vissuto quotidiano ma, soprattutto, un’enorme/viva/contagiosa/maniacale passione per il cibo di uno chef e di un gourmet si fondono miracolosamente, amalgamandosi come gli ingredienti della più gustosa delle pietanze. Il punto di vista autentico di chi crea un piatto messo in relazione con quello, altrettanto genuino, di chi lo assapora. Nessun plot apparente, soltanto semplici tracce di vita che testimoniano l’evoluzione personale e quasi parallela del gusto nei due protagonisti. Un confronto diretto ed originale che si basa su nozioni culinarie e degustative dalla rigorosa fondatezza tecnico-scientifica, ma che si propone ai lettori in una veste sorprendentemente schietta, immediata, fruibile, piacevole, dolceamara. In una parola… umana
Anonimo








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