Pagina dedicata Questa e la pagina dedicata a strage di Piazza Fontana. In questa pagina trovi 5 prodotti. Libro «Se ci ricordiamo i nomi dei carnefici e si dimenticano quelli delle vittime, vi è un corto circuito nella memoria collettiva: così si rischia di ribaltare i ruoli, di dimenticare ciò che è realmente accaduto. E la storia perde il suo senso» Libro Può un libro cambiare la storia giudiziaria e politica di un Paese? Può un’inchiesta (una «controinchiesta») giornalistica, condotta da un anonimo gruppo di militanti e pubblicata da un minuscolo editore «eretico», modificare la percezione collettiva di vicende rilevantissime per lo Stato? Anzi, la percezione collettiva dello Stato stesso? Talvolta accade. E in Italia il caso senza alcun dubbio più significativo è quello de “La strage di Stato”, libro uscito nel 1970 che per primo indagò sulla strage di piazza Fontana e sul coinvolgimento dei movimenti di estrema destra e delle istituzioni, che finì per vendere centinaia di migliaia di copie. Oggi, a cinquant’anni dalla strage, Aldo Giannuli riprende in mano quel libro e ci offre una «inchiesta sull’inchiesta», con tutta la passione e la competenza del ricercatore che proprio allora iniziò a investigare nei meandri più oscuri della nostra Repubblica. Con la consueta acribia, Giannuli esamina “La strage di Stato”, con le sue rivelazioni e i suoi errori, e ci reimmerge in una storia molto meno lontana di quel che potrebbe sembrare, ripercorrendo vicende, «verità» processuali emerse nei decenni, altre verità meno appariscenti, misteri che ancora aspettano di essere sciolti. E che forse potranno esserlo, anche grazie a libri come questo. Nessuna opinione salvata. Libro Venerdì 12 dicembre 1969, ore 16.37, una bomba esplose nell’affollato salone centrale della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in Piazza Fontana a Milano. Rimasero ferite più di ottanta persone e ne decedettero diciassette: Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Luigi Meloni, Vittorio Mocchi, Gerolamo Papetti, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silva e Attilio Valè. Questo libro si inserisce in una già ricca produzione sulla strage di Piazza Fontana, ma affronta per primo l’analisi medico-legale dei verbali necroscopici conservati presso l’archivio storico dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università degli Studi di Milano, addentrandosi nell’ambito della lesività riportata dalle vittime e proponendo una ricostruzione della loro posizione al momento dello scoppio della bomba. In sintesi, un libro in linea con le finalità della Collana di Cronache Autoptiche, che ha l’ambizione di interessare gli addetti ai lavori, così come i non tecnici. Così che i primi non trascurino di considerare il rebound storico-sociale della loro attività professionale ed i secondi comprendano appieno le complessità, ma anche le sofferenze, che sottendono all’attività medico-legale. E, soprattutto, che entrambi – i primi ed i secondi – non trascurino mai l’importanza del ricordo, come esortano anche Umberto Ambrosoli e Riccardo Zoja nelle loro prefazioni. Nessuna opinione salvata. Libro Milano, piazza Fontana, 12 dicembre 1969. Nella sede centrale della Banca dell’Agricoltura, gremita di gente, una bomba deflagra con violenza inaudita, uccidendo sul colpo dodici persone e ferendone quasi novanta. Sono passati oltre quarant’anni dalla strage, eppure di quell’attentato, che segnò una frattura insanabile nella storia recente dell’Italia dando il via alla terribile stagione della “strategia della tensione”, si continua a parlare. Molti interrogativi non hanno ancora trovato una risposta: perché, fin dalle prime ore, furono accusati gli anarchici? Chi aveva interesse nell’attentato? Quale fu il ruolo dei servizi segreti in questa storia? Esisteva un patto scellerato tra politici italiani e intelligence straniera? Quante bombe scoppiarono alla Banca dell’Agricoltura? La strage vuole raccontare, da un punto di vista ravvicinato, quasi “dall’interno”, non solo i fatti di quel triste giorno, ma un’intera fase cruciale per il nostro Paese, iniziata prima del 12 dicembre e proseguita per tanti anni a venire. Grazie al suo accurato lavoro di documentazione, Vito Bruschini riesce a rievocare l’atmosfera cupa e tesa che avvolse un’Italia annichilita dalla paura, ma non ancora sconfitta, in un grande romanzo su uno dei misteri più drammatici della storia repubblicana. Libro Nessuna opinione salvata.strage di Piazza Fontana
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Un libro per ricordare ciò che è stato ai tanti che l’hanno dimenticato, e farlo conoscere a quelli nati dopo e cresciuti in una scuola dove la storia antica è molto più in onore di quella contemporanea: un contributo a fare i conti con il passato, in un paese dove è troppo facile rimuovere.
LaFeltrinelli
Milano, 12 dicembre 1969. Una bomba deflagra con violenza inaudita, uccidendo sul colpo dodici persone e ferendone quasi novanta. Un mistero ancora irrisolto.
LaFeltrinelli
Paradossalmente, la finzione diventa mezzo efficace per ricostruire in modo attendibile la realtà. Ed è il libro di Buschini “La strage. Il romanzo di piazza Fontana” a fare un passo avanti. Grazie a elementi di fantasia innestati in un contesto ampiamente documentato, e soprattutto, alla libertà che la finzione consente, la strage del 12 dicembre e l’orrore di quei giorni e di quel tempo cruciale per il nostro Paese, emergono finalmente in modo nitido e convincente
Silvana Mazzocchi, la Repubblica
Un romanzo non autorizzato racconta il legame con le vicende degli anni di piombo
Il Sole 24 Ore








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