Pagina autore Questa e la pagina dedicata a Giuseppe Sergi. In questa pagina trovi 5 prodotti. Libro Qual è il senso del medioevo? In che cosa gli siamo debitori? Perché studiarlo o insegnarlo? In questo breve, densissimo scritto, uno storico insigne prova a cimentarsi con le domande più radicali, e solo apparentemente più ovvie. In questa nuova edizione, ampliata e riveduta, l’autore partendo dai luoghi comuni e dai distinguo degli specialisti arriva a definire il medioevo un grande “laboratorio”, un cantiere dove lavorano molteplici esperienze e idee. Nessuna opinione salvata. Libro Nessuna opinione salvata. Libro Nessuna opinione salvata. Libro L’opera in due volumi “Management” offre un valido riferimento a chi sia alla ricerca di una concezione del management più adeguata a fronteggiare l’emergente e crescente complessità del decidere e dell’agire delle organizzazioni. Nell’opera trovano armonica sintesi la solidità di una base epistemologica e metodologica con radici nel pensiero sistemico e l’innovatività di una rappresentazione dell’impresa come sistema vitale e di un approccio di gestione sistemico vitale. Nessuna opinione salvata. Libro Il mondo delle comunità religiose altomedievali appare velato da stereotipi tenaci, frutto spesso dell’inconsapevole memoria delle manifestazioni più tarde del movimento monastico: i conventi di frati minori o la clausura. Una deformazione prospettica a cui si oppone il libro di Giuseppe Sergi, che restituisce spessore e complessità alle realtà religiose organizzate a cavallo del primo millennio, «meno missionarie o meno aspre» delle successive, e in rapporto vigoroso e originale con la società del tempo. Titolari di poteri signorili, esercitati tra il X e il XIII secolo senza rilevanti differenze rispetto alle coeve signorie laiche, le comunità religiose altomedievali furono cruciali centri di vita aristocratica, sia per la dimensione elitaria delle esperienze religiose e civili a cui si aprivano, sia perché, semplicemente, nella nobiltà venivano reclutati in prevalenza i loro membri: essi furono anche fondamentali punti di riferimento sociale, centri di coesione etnica e dinastico-familiare, oltre che di rifugio e resistenza culturale. Attraverso le fonti lasciate dalle comunità religiose – canoniche, monasteri, abbazie e ospizi quali Novalesa, S. Michele della Chiusa, Moncenisio – emerge la diversa «presenza nel mondo» di vescovi, chierici e monaci, e si manifestano i loro differenti rapporti con la società circostante. Scorre così davanti a noi la dimensione orizzontale della vita delle élites, ricca degli scambi culturali fra i religiosi «intellettuali attivi e mobili» e, insieme, delle esperienze dell’aristocrazia militare; ma si percepisce anche la dimensione verticale delle gerarchie interne alla società medievale, scandita dalle catene e dagli incroci delle protezioni, delle ospitalità, delle appartenenze. Nessuna opinione salvata.Giuseppe Sergi
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