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Migliori Libri di J. D. Salinger da leggere

J. D. Salinger

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J. D. Salinger

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  • Prezzo11,40 €
  • AutoreJ. D. Salinger
  • TraduttoreMatteo Colombo
  • EditoreEinaudi


Sono passati più di sessant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e tutto quello che gli è cascato addosso dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a “exemplum vitae”, e ciò ne ha decretato l’immenso successo che dura tuttora. Torna, in una nuova traduzione di Matteo Colombo, il libro che ha sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l’immaginario collettivo e stilistico del Novecento.

ASIN
8806218182
Tipologia
Romanzo
Prezzo
11,40 €
Pagine
251
Formato
Copertina flessibile
Editore
Einaudi
Lingua
Italiano
Anno
2014
  • Narrativa straniera
  • Narrativa contemporanea
  • Narrativa moderna
  • Il libro che ha sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l’immaginario collettivo e stilistico del Novecento.
    LaFeltrinelli
  • Prezzo9,50 €
  • AutoreJ.D. Salinger
  • EditoreTime Warner
ASIN
0316769487
Prezzo
9,50 €
Pagine
234
Formato
Copertina flessibile
Editore
Time Warner
Lingua
Inglese
Anno
2004

Nessuna opinione salvata.

  • Prezzo9,97 €
  • AutoreJ. D. Salinger
  • TraduttoreRuggero Bianchi
  • EditoreEinaudi
ASIN
8806222163
Tipologia
Romanzo
Prezzo
9,97 €
Pagine
162
Formato
Copertina flessibile
Editore
Einaudi
Lingua
Italiano
Anno
2014
  • Narrativa straniera
  • Narrativa contemporanea
  • Narrativa moderna
  • Tanto per cominciare, Zooey era un giovanotto piccolo, dal corpo estremamente esile. Da dietro (soprattutto dove gli si vedevano le vertebre) sarebbe quasi potuto passare per uno di quegli sparuti bambini di città che ogni estate vengono spediti alle colonie a ingrassarsi e prendere il sole. Visto in primo piano, di faccia o di profilo, era straordinariamente, spettacolosamente bello. La sorella maggiore mi ha pregato di dire che assomigliava all'”esploratore mohicano ebreo-irlandese dagli occhi azzurri che morí tra le vostre braccia al tavolo della roulette di Montecarlo”. Secondo un’opinione piú generale e meno campanilistica, a salvare in extremis quel volto dall’eccessiva bellezza, se non addirittura dallo splendore, era un orecchio che sporgeva leggermente piú dell’altro. Per conto mio, comunque, non condivido affatto né l’uno né l’altro di questi punti di vista. Ammetto che il volto di Zooey fosse un volto bellissimo, quasi perfetto. Come tale, naturalmente, era passibile di quella stessa varietà di giudizi scorrevoli, imperterriti e spesso capziosi cui è soggetta ogni autentica opera d’arte. Penso resti solo da aggiungere che una qualunque delle cento minacce giornaliere – un incidente d’auto, un raffreddore di testa, una bugia prima di colazione – avrebbe potuto deturpare o imbruttire la sua generosa bellezza nel giro di un giorno o di un minuto. Ma quello ch’era indeteriorabile, quello che qualcuno ha categoricamente definito una gioia di tipo imperituro, era un autentico esprit impresso su tutto il suo viso, specie negli occhi, dove attirava l’attenzione come una maschera di Arlecchino, e a volte disorientava.
    Anonimo

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