Pagina autore Questa e la pagina dedicata a Orazio Quinto Flacco. In questa pagina trovi 5 prodotti. Libro Nessuna opinione salvata. Libro Nessuna opinione salvata. Libro Gli Epodi e le Odi di Orazio portano un soffio di novità nella tradizione poetica di Roma antica. Con i primi Orazio trapianta a Roma un nuovo genere d’invettiva letteraria: la sua indignazione verso personaggi ignoti o fittizi si fa più manierata rispetto all’aggressività dei giambi di Catullo, ma le forme metriche che egli elabora si fondano, per la prima volta, sull’originale adattamento dei più complessi metri usati da Archiloco di Paro. Con le Odi il poeta si cimenta nel recupero delle forme della lirica greca arcaica (con particolare predilezione per Alceo), mai affrontato dai suoi predecessori, se si eccettuano gli eccentrici esperimenti di Levio e i pochi carmi prettamente lirici di Catullo. Un duplice rinnovamento letterario, riconosciuto, per il suo carattere epocale, dallo stesso Augusto, che ad Orazio affidò la composizione del solenne Carme Secolare, a suggello dell’ammirazione per un poeta capace di esprime in forme ‘antiche’ sentimenti moderni: dalla ricerca della vera felicità alla saggezza del modus, dalla malinconica consapevolezza della fuga del tempo alla gioia per i prudenti e pacati ‘naufragi’ d’amore. Nessuna opinione salvata. Libro Orazio nelle Epistole dichiara di voler abbandonare gli scherzi della giovinezza per concentrarsi sulle riflessioni morali che potranno essergli utili in una vecchiaia percepita ormai come imminente. Nessuna opinione salvata. Libro “Carpe diem, quam minimum credula postero”: cogli la giornata d’oggi e confida il meno possibile in quella di domani. Pochi autori possono vantare, come Orazio, una massima talmente universale da essere entrata nel linguaggio comune. Ma proprio questa notorietà rischia di schiacciare la sua intera opera, ricca e inquieta, sotto la perfezione dell’aforisma. Dai furibondi “Epodi” alle più meditate “Satire”, le prime opere oraziane sono all’insegna dell’ironia: il suo sguardo acuto sfrutta le debolezze proprie e altrui per impartire col sorriso precetti morali, tra un illuminato senso comune e la consapevolezza della funzione civile di questa forma di poesia. È però nelle “Odi” che la sua grandezza letteraria giunge a piena maturazione: qui la lirica oraziana si spoglia del registro satirico in nome dell’ambizioso tentativo di mettere in versi un’intera filosofia di vita, volta alla ricerca dell'”aurea mediocritas”, la giusta misura tra la pratica dell”‘ars vivendi” e la minaccia del tempo che fugge. “Non tutto io morirò”, recita un passo famosissimo delle “Odi”, definendo una volta per tutte il sogno umanistico dell’immortalità letteraria, della possibilità di superare con il solo ingegno l’orizzonte della morte. Nello spazio poetico creato tra l’attimo presente, in fuga angosciosa, e il futuro dei posteri, sta tutta la complessa e immediata grandezza dell’opera di Quinto Orazio Flacco. Nessuna opinione salvata.Orazio Quinto Flacco
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