Pagina dedicata Questa e la pagina dedicata a Vajont. In questa pagina trovi 5 prodotti. Libro Nessuna opinione salvata. Libro All’ombra della diga più alta del mondo si dipana una tela di imbrogli e segreti che nessuno ha il coraggio di svelare. Solo una giovane donna, figlia della montagna, ha la forza di scagliarsi contro i soprusi della SADE. «Quelli della diga» stanno devastando la vita e la bellezza del Vajont e non si fermeranno davanti a nulla. Con un passato da combattente partigiana, Tina Merlin sa che la forza della giustizia è capace di cambiare il mondo. Decisa ma riservata, schietta ai limiti dell’aggressività ma onesta fin nelle ossa, Tina è una giornalista vera, che indaga e denuncia. Le sue domande sono capaci di scuotere le coscienze, le sue parole sono pugnali che squarciano il muro della menzogna. Tina si schiera con l’anima e il cuore al fianco della gente del Vajont. Capisce che gli imbrogli dei signori della diga nascondono una minaccia mortale. Il disastro incombe e nessuno fa nulla per evitarlo. Quante vite umane servono per ottenere un buon profitto? Una storia di lotta, coraggio e rabbia, ai piedi di una montagna che guarda e vede, e non sarà capace di perdonare. Età di lettura: da 12 anni. Libro Nessuna opinione salvata. Libro Alle 22.39 del 9 ottobre 1963 un boato tremendo scosse tutta la vallata. La frana di roccia compatta era venuta giù di schianto. Era entrata nel lago ed era risalita dall’altra parte della sponda dopo aver cacciato l’acqua. Un’ondata valicò la diga e si diresse verso Longarone. Un’altra risalì la montagna lungo la sponda di sinistra per quasi cento metri di altezza andando verso Pineda e San Martino e travolse tutto nella sua corsa. Erto fu bombardata di sassi, fango, acqua, ma non fu sommersa mentre La Spesse e Frasein che stavano sulla riva destra di fronte alla frana furono spazzate via. Il cataclisma durò non più di 4 minuti e la morte corse rapida lungo le rive del lago e poi nel cantiere della Sade. Molti quando sentirono arrivare l’acqua corsero verso la montagna cercando di guadagnare zone più elevate e, grazie a questo, si salvarono. Tutta la vallata fu avvolta dall’oscurità ed i superstiti, a tentoni, cercarono di trovare i familiari, di prestare loro soccorso, ma erano pochi. E tutti gli altri? Intanto coloro che avevano raggiunto luoghi elevati si organizzarono cercando della legna e accesero dei fuochi. Verso il bagliore di quelle fiamme si diressero i superstiti, come formiche, trascinandosi dietro i bambini ed i feriti. Nessuna opinione salvata. Libro “Il Grande Vajont” è l’espressione con la quale i tecnici della Sade chiamavano l’enorme diga che il 9 ottobre 1963, con la frana del Toc e l’esondazione verso il paese di Longarone, causava quasi 1910 vittime. Questo volume, pubblicato nel 1983 e oggi completamente riveduto dagli autori dei vari saggi, rappresenta un inquadramento generale del problema-Vajont (dal punto di vista della cronaca, della legge, dell’informazione, della geologia); ma al tempo stesso non si esime dal levare un forte grido d’accusa nei confronti di una strage ormai dimenticata. Nessuna opinione salvata.Vajont
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La storia senza perdono di una montagna che urla la sua rabbia, di avidità e soprusi, intrighi e segreti, di una giornalista che non ha paura di lottare contro tutti per gridare in faccia al mondo la brutale verità.
LaFeltrinelli








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