Pagina dedicata Questa e la pagina dedicata a famiglia Florio. In questa pagina trovi 5 prodotti. Libro «Da tempo non leggevo un romanzo così: grande storia e grande letteratura» – Nadia Terranova Libro Hanno vinto, i Florio, i Leoni di Sicilia. Lontani sono i tempi della misera putìa al centro di Palermo, dei sacchi di spezie, di Paolo e di Ignazio, arrivati lì per sfuggire alla miseria, ricchi solo di determinazione. Adesso hanno palazzi e fabbriche, navi e tonnare, sete e gioielli. Adesso tutta la città li ammira, li onora e li teme. E il giovane Ignazio non teme nessuno. Il destino di Casa Florio è stato il suo destino fin dalla nascita, gli scorre nelle vene, lo spinge ad andare oltre la Sicilia, verso Roma e gli intrighi della politica, verso l’Europa e le sue corti, verso il dominio navale del Mediterraneo, verso l’acquisto dell’intero arcipelago delle Egadi. È un impero sfolgorante, quello di Ignazio, che però ha un cuore di ghiaccio. Perché per la gloria di Casa Florio lui ha dovuto rinunciare all’amore che avrebbe rovesciato il suo destino. E l’ombra di quell’amore non lo lascia mai, fino all’ultimo… Ha paura, invece, suo figlio Ignazziddu, che a poco più di vent’anni riceve in eredità tutto ciò suo padre ha costruito. Ha paura perché lui non vuole essere schiavo di un nome, sacrificare se stesso sull’altare della famiglia. Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia troppo rapidamente, agitato da forze nuove, violente e incontrollabili. Ci prova, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. Ci vuole qualcos’altro, qualcosa che avevano suo nonno e suo padre e che a lui manca. Ma dove, cosa, ha sbagliato? Vincono tutto e poi perdono tutto, i Florio. Eppure questa non è che una parte della loro incredibile storia. Perché questo padre e questo figlio, così diversi, così lontani, hanno accanto due donne anche loro molto diverse, eppure entrambe straordinarie: Giovanna, la moglie di Ignazio, dura e fragile come cristallo, piena di passione ma affamata d’amore, e Franca, la moglie di Ignazziddu, la donna più bella d’Europa, la cui esistenza dorata va in frantumi sotto i colpi di un destino crudele. Sono loro, sono queste due donne, a compiere la vera parabola – esaltante e terribile, gloriosa e tragica – di una famiglia che, per un lungo istante, ha illuminato il mondo. E a farci capire perché, dopo tanti anni, i Florio continuano a vivere, a far battere il cuore di un’isola e di una città. Unici e indimenticabili. Libro Il libro ricostruisce la storia di una delle più importanti famiglie italiane: quella dei Florio, il cui nome rievoca imprese formidabili sia sotto il profilo imprenditoriale che mondano e sportivo. Partendo dagli inizi dell’Ottocento delle prime imprese economiche, questo saggio rigoroso, restio a ogni concessione agiografica e romanzesca ma con un passo narrativo intrigante, attraversa la vicenda di questa famiglia fino al suo tramonto, nei primi decenni del Novecento. A questa dinastia è anche legata la nascita di una delle corse automobilistiche più importanti del mondo: quella Targa Florio che – iniziata nel 1906 e terminata nel 1977 – è fra le più antiche competizioni del secolo scorso. Una storia nella storia, che aggiunge fascino a un mosaico composto da molte tessere, compresa quella probabilmente più luccicante di Donna Franca, la “regina” della dinastia. Una donna che, al fianco del marito Ignazio jr, incarnò – nel bene e nel male – la Belle ?poque, consegnando la sua figura alla memoria comune come una delle icone del cosiddetto Secolo breve, contribuendo a trasformare in leggenda la parabola della dynasty siciliana. Libro La storia dei Florio, prestigiosa famiglia siciliana del secondo Ottocento e dei primissimi anni del Novecento, con collegamenti con i più alti vertici della finanza e dell’industria internazionale e rapporti con regnanti di tutta Europa, è espressa molto bene dal sarcastico aforisma degli americani nei confronti di quelle famiglie di immigrati «che iniziarono in maniche di camicia e, nel corso di tre generazioni, si ritrovarono in maniche di camicia» È purtroppo così! Oggi il loro nome in Italia e all’estero è ricordato soltanto da una marca di liquori e da una corsa automobilistica su strada, la Targa Florio, tra le più antiche d’Europa. Ma per l’immaginario collettivo siciliano e meridionale in genere i Florio da tempo sono entrati nella leggenda e nel mito. Rappresentano gli uomini simbolo delle capacità imprenditoriali del Sud, i tempi nostalgicamente sempre rievocati in cui anche al sud fiorivano iniziative industriali vincenti. Allora, nella seconda metà dell’Ottocento, il nome Florio equivaleva nel campo della navigazione mercantile a quelli, nei decenni successivi, degli Agnelli nell’industria automobilistica o di Berlusconi nel settore televisivo. Ed era noto in Italia e all’estero, perché i loro cento piroscafi solcavano tutti i mari del mondo e i loro prodotti (vini e tonno in scatola) conquistavano i mercati italiani e stranieri. Cancila ricostruisce le vicende della famiglia Florio da storico, senza nessuna concessione agiografica né indulgenza regionalistica, ma con rigore scientifico e rifuggendo da interpretazioni romanzesche. E tuttavia, sebbene si avvalga di una ricchissima documentazione d’archivio, più che un’opera storica, la sua sembra la storia romanzata di una famiglia, una favola antica cui manca soltanto il lieto fine. Nessuna opinione salvata. Libro Questo studio di Candela è da considerare come la prima storia completa dell’ascesa, fortuna e decadenza dei Florio. La presente edizione giunge al lettore con novità e aggiunte nella parte finale, risultanti da nuovi materiali d’archivio: “La rapidità dei ricambi, delle alternanze, delle successioni è una ‘costante’ della storia siciliana. All’interno di ogni categoria sociale – aristocrazia, ‘borghesia’, imprenditorialità, mafia – non c’è mai stato l’assestamento di una ‘discendenza’, di una continuità nell’ordine delle generazioni. Sarebbe da dire che ogni principio contiene la fine, ogni ascesa la decadenza: e nel rapido succedere, per dirla con l’immagine del ‘Mastro don Gesualdo’, alle mani di coloro che ‘hanno fatto la pappa’, le mani di coloro che imprevidentemente e prodigalmente la disperdono. Da ciò, appunto in Verga, quella specie di ‘superstitio’ che alla volontà di mutar stato, e al mutarlo, assegna catastrofe e pena. A tale ‘costante’ non sono sfuggiti i Florio. Nella loro ascesa e nel loro declino, però, ci sono anche, e sopratutto, delle ragioni precise, delle ragioni ‘scientifiche’: nel senso che la scienza dell’economia può sceverarle e analizzarle. Quello che viene assunto come mito, è un fatto: ha cause, effetti che hanno a che fare con eventi storici, leggi dello Stato, mercati, concorrenze, errori. Ed è quel che in questo libro Candela studia e mette in luce, attraverso un lavoro d’archivio finora trascurato”. Nessuna opinione salvata.famiglia Florio
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