Piano editoriale: Come creare un piano editoriale sui social media [guida]



Come Creare Piano Editoriale

Piano editoriale: Come creare un piano editoriale sui social media [guida]

Cos’è un piano editoriale?

Un piano editoriale è il documento che stabilisce il programma, le strategie e le linee guida da seguire per un editore.

Se hai mai affrontato l’argomento social media marketing, ti sarai sicuramente imbattuto nell’argomento piano editoriale.

Le pagine social di qualunque brand di successo ne hanno uno, ciò nonostante, è difficile trovare online una guida alla realizzazione del piano editoriale completa, chiara e dettagliata.

Vi sfido a trovarne una, provate a cercarla su Google.

Se ne trovate una migliore di questa linkatemela nei commenti qui sotto. 😉

Indice:

  1. A cosa serve il piano editoriale
  2. Come creare il piano editoriale
  3. Definire il piano editoriale
  4. Esempio ideale di piano editoriale
  5. Ottimizzazione del piano editoriale

A cosa serve il piano editoriale? 🤨

Serve a organizzare la pubblicazione dei propri contenuti distribuendoli in modo strategico.

Questo ti permette di avere le idee chiare, di essere più regolare e di realizzare contenuti d’impatto impiegando tempo e impegno ridotti.

Come creare il piano editoriale

Parti dai tuoi obiettivi 

In tutte le campagne di marketing il primo passo è definire l’obiettivo e i KPI (Definizione KPI significato).

Stabilita la meta si iniziano a individuare e a percorrere le strade per raggiungerla, che possono essere molteplici, più o meno lunghe e più o meno veloci.

Chi legge questo blog sa bene che i 2 principali obiettivi che un’attività commerciale può raggiungere grazie ai social media, come Facebook, sono l’aumento e la fidelizzazione dei clienti.

Un piano editoriale in grado di raggiungere questi scopi è fatto di contenuti atti a trasmettere i valori e gli ideali dell’impresa, elevandone l’immagine agli occhi dei potenziali clienti.

Nota bene: non stiamo parlando di alterare la propria immagine, ma di mostrare in modo trasparente e valorizzante le proprie qualità.

Definizione del piano editoriale 👇

Il piano editoriale poggia le proprie basi su 3 fattori:

  • TargetIndividua il pubblico al quale vuoi rivolgerti, che dovrà essere quello per te più conveniente, ovvero i soli potenziali clienti.
  • ContenutiIndividua dei contenuti che potrebbero essere apprezzati dal pubblico al quale punti.
  • Tempo Individua il periodo più conveniente da dedicarci.

Raduna il tuo staff e iniziate a pensare a quale potrebbero essere i contenuti a vostra disposizione da lì in avanti.

Per esempio: avete possibilità di fare foto? A cosa? Chi potrebbe farle e quando? Chi si prende la briga di fare i video in diretta in momenti di lavoro?

Stabilite insieme i toni e i modi della vostra comunicazione, affinché tutto da lì in avanti sia impostato in modo da trasmetterli al meglio.

Se non hai competenza in campo marketing, in questa fase fatti aiutare da un’agenzia di Branding come la Ispiria.

Prendete carta e penna, o un bel documento Google visualizzabile da chiunque online in ogni momento, e iniziate a scrivere tutte le vostre possibilità.

Con la quantità dei contenuti alla mano, iniziate a ragionare sul momento migliore per pubblicarli.

La quantità di post dipenderà dalle vostre possibilità, la cosa importante è riuscire a creare qualcosa di ordinato e costante.

Evita post casuali messi in momenti casuali, tutto deve essere ragionato come se stessi costruendo una casa, mattone dopo mattone, perché alla fine stai davvero costruendo qualcosa pezzo dopo pezzo: il tuo Brand.

L’importanza di creare dei format

Qui entrano in gioco i format (le rubriche), che ti aiuteranno a tenere in ordine la pagina, e creeranno abitudini negli utenti.

Dai un nome ad ogni rubrica.

Hai una serie di foto di un tuo tema professionale? Non creare un album bruciandotele tutte in una volta, crea una rubrica e dagli un nome inerente.

Per chiarire meglio i concetti prenderemo come esempio di attività commerciale un ristorante, starà a voi adattare le indicazioni al settore della vostra impresa.

Se ti risultasse difficile chiedici aiuto sotto questo articolo e ti risponderemo dandoti indicazioni per il tuo caso specifico.

Abbiamo detto di creare una rubrica dando un nome inerente, nel caso di un ristorante, se la rubrica riguardasse foto di secondi piatti, potresti dargli un titolo come “Il secondo secondo noi”.

Continuiamo con l’esempio del ristorante.

Stabilisci in quale momento pubblicare questo contenuto durante la settimana e mantieni sempre quell’intervallo di tempo da un post all’altro.

💥 Esempio indicativo:

  • Tutti i giovedì alle 10 di mattina il ristorante XY pubblica la foto di un proprio piatto con la lista degli ingredienti in descrizione per la rubrica “Gli ingredienti della bella vita”.
  • Il martedì e il venerdì il ristorante XY prima di pranzo pubblica una barzelletta inerente il mondo del cibo, per la sua rubrica “L’appetito vien ridendo”
    “Una ragazza entra in un bar, si siede a un tavolo e alza un braccio per chiamare il cameriere. Si accorge, però, di non essersi depilata l’ascella e lo riabbassa subito. Un cliente ubriaco vede tutto e chiama il cameriere: “Cameriere, porti da bere a quella ballerina.” – “Scusi,come fa a sapere che si tratta di una ballerina?” gli domanda il cameriere. – “Facile! Solo una ballerina riesce ad alzare la gamba così in alto!””
  • Il lunedì, giorno di chiusura, ogni 2 settimane il ristorante XY fa una diretta all’ora di pranzo per aggiornare i propri clienti sulle novità e i programmi delle prossime 2 settimane.

Come detto sta a te definire il piano in base alle tue possibilità, con l’obiettivo di riuscire a pubblicare quanti più post di qualità con buona frequenza.

Faremo però qui sotto un esempio di quello che potrebbe essere un piano ideale, in grado di alzare l’asticella di qualunque pagina sui social media.

Continuiamo con l’esempio del ristorante XY, ma ti ricordiamo che il tutto può essere applicato a qualunque settore semplicemente cambiando il tema e il nome delle rubriche.

come creare piano editoriale

Esempio pratico dello scenario ideale:

2 foto di piatti al giorno, una prima di pranzo, una prima di cena.

Fai le foto tutte in una volta, programma i post per le prossime settimane e dimenticatene finché non saranno quasi finite.

Sopra le foto scrivi frasi che suscitino sensazioni ed emozioni come “Se Facebook potesse far sentire gli odori…” oppure “Nuovo giorno, nuovo languorino”.

Evita invece messaggi come “vieni a trovarci” che saranno impliciti.

Lunedì mattina: Ricetta della settimana

Posta la foto di un piatto del tuo menu e scrivi la ricetta precisando le dosi degli ingredienti, i passaggi da effettuare e i tempi di cottura.

Aggiungi un consiglio sul vino da abbinare.

Il martedì e il venerdì prima di pranzo barzelletta sul cibo per la rubrica “L’appetito vien ridendo”.

Una barzelletta testuale o meglio ancora scritta direttamente su un’immagine con applicato il tuo logo, perché il formato multimediale potrebbe favorire la condivisione da parte dei tuoi fan e fare il tuo gioco.

Tutti i giovedì sera hai un evento con musica live, trasmetti in diretta qualche minuto per la rubrica “note in-dirette”

Crea una rubrica “note in-dirette” e riprendi 2-3 minuti di concerto.

Accertati che la tua voce si senta e presenta degnamente il gruppo o il cantante.

Il giorno dopo o la sera stessa chi si è esibito sarà felice di condividere il tuo video nella propria pagina, facendoti pubblicità.

La domenica mattina alle 9 aforisma sul cibo per la rubrica “Pance piene e sorrisi in volto”

Cerca su Google “aforismi sul cibo” e crea un documento con una decina di frasi.

Utilizza l’applicazione canva o un qualsiasi programma o app di grafica per creare l’immagine con l’aforisma.

Post singoli

In mezzo ai contenuti fissi stabiliti nel piano andrai a inserire post singoli in coincidenza di occasioni particolari, ad esempio un cambio di fornitore che migliorerà un tuo piatto, l’arrivo di una nuova cameriera, il compleanno di un membro dello staff, i festeggiamenti per la vittoria di una partita di una grande squadra, ecc, ecc.

4 rubriche sono abbondanti per qualunque pagina, procedi gradualmente, prova più tipi di post e dopo qualche settimana di test mantieni solo le rubriche che performano meglio nel tuo caso.

La scelta dei contenuti dipende anche dall’immagine di te che vuoi trasmettere.

Un idraulico avrà contenuti e toni diversi rispetto a quelli di uno stilista.

Un idraulico può permettersi di postare foto fatte con un cellulare dell’ultima caldaia montata, lo stilista prestigioso metterà esclusivamente foto professionali di abiti e modelli, e così via in base alle linee guida stabilite per il proprio Brand.

Fine Tuning, ottimizzare il piano editoriale 🦖

Il tuo piano editoriale all’inizio sarà inevitabilmente solo una bozza che andrai a modificare giorno dopo giorno fino a quando riuscirai ad ottenere il piano perfetto per la tua community, che contribuirà attivamente alla crescita della tua pagina.

I risultati derivanti dall’applicazione del piano editoriale si vedono nel tempo, perché è la costanza a fare la differenza.

Ora crea il tuo piano editoriale, applicalo e mantienilo nel tempo.

Ci dovrai mettere una grande mole d’impegno, ma tra qualche mese se riuscirai ad essere costante la tua presenza sui social media ti metterà 2 piani sopra a qualunque concorrente diretto che non abbia fatto altrettanto.

Per avere successo sui social media, il piano editoriale è un enorme aiuto, ma c’è molto altro a cui stare attenti, e questi articoli ti saranno utili:

 

 

 

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Piano editoriale: Come creare un piano editoriale sui social media [guida] ultima modifica: 2018-06-09T17:29:24+00:00 da Davide Mancinelli

Davide Mancinelli

Creative Director. Marketer. Artista da quando ha memoria, cresciuto a braccetto con internet. Designer affermato che rincorre maniacalmente la perfezione, certo che qualità ed eccellenza siano la base di ogni grande traguardo. Ama la competizione e odia perdere tempo. Fa questo lavoro perché gli consente di aumentare ogni giorno la propria esperienza affrontando realtà e sfide sempre diverse.
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